La gestione dei sintomi cancro-correlati rappresenta un’area di indagine della ricerca clinica sempre più rilevante. Questo avviene a fronte di un tasso di sopravvivenza sempre più elevato dei pazienti oncologici.
Cos’è la Fatigue Oncologica?
La CRF (Cancer Related Fatigue) è uno dei sintomi più importanti e frequenti dalla diagnosi al fine vita. Risulta essere un sintomo che nel 25-30% dei casi persiste fino a cinque anni dopo il completamento del trattamento e in alcuni casi anche per periodi più lunghi. La CRF si definisce come presenza di una sensazione soggettiva, stressante, persistente di stanchezza o spossatezza correlata al cancro o al suo trattamento, non proporzionale all’attività eseguita, che interferisce con le abituali attività e che spesso non è alleviata dal sonno o dal riposo. Questa sindrome colpisce il 65% dei pazienti oncologici ed è indotta anche dai trattamenti antiblastici e radioterapici.
Cosa c’è di nuovo in questo campo?
L’Istituto Superiore di Sanità, nel febbraio di quest’anno (2023), ha pubblicato nel portale SNLG (Sistema Nazionale Linee Guida) il lavoro intitolato “Gli interventi non farmacologici a supporto della fatigue cancro correlata (CRF)”. Si tratta di un lavoro di ricerca elaborato da SIMG- Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie, AIOM-Associazione Italiana di Oncologia Medica, SIPO- Società Italiana di Psico-Oncologia, AIIAO- Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica. In questo lavoro si suggerisce l’intervento dell’agopuntura, oltre al tai chi e al qi gong, per trattare la fatigue oncologica.
Per leggere le conclusioni vai su https://www.sowen.it/blog/2023/02/23/agopuntura-fatigue-oncologica-e-linee-guida-iss/
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