Una prospettiva terapeutica:la farmacologia cinese nel trattamento della fibromialgia

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Due casi clinici esemplificativi

Testi di riferimento: Giorgio Di Concetto – CASI CLINICI IN  Agopuntura e Farmacologia Cinese,   noi edizioni. 2025

                                                     -LE BASI DELLA TERAPIA in Agopuntura e Farmacologia Cinese, noi edizioni. 2022

La fibromialgia rappresenta una delle sindromi dolorose croniche più complesse da trattare. I pazienti riferiscono dolore muscolare diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Nonostante le numerose opzioni farmacologiche disponibili, i risultati sono spesso parziali e non sempre soddisfacenti.

La Medicina Tradizionale Cinese propone una lettura differente della fibromialgia, interpretando il dolore non soltanto come un sintomo da sopprimere, ma come l’espressione di uno squilibrio energetico profondo che coinvolge principalmente Fegato, Milza e, in alcuni casi, Pericardio.

In questo articolo analizziamo l’approccio della farmacologia cinese attraverso due casi clinici tratti dall’esperienza del dott. Giorgio Di Concetto, autore dei testi Le basi della terapia in Agopuntura e Farmacologia Cinese e Casi Clinici in Agopuntura e Farmacologia Cinese.

La visione della Medicina Cinese

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese il tessuto muscolare, tendineo e articolare rappresenta un’estensione funzionale del sistema Fegato-Vescicola Biliare.

Quando emozioni intense come dispiacere, rabbia repressa, frustrazione o stress protratto ostacolano la libera circolazione del Qi, si crea inizialmente una stasi energetica. Se questa condizione permane nel tempo, la stasi coinvolge anche il Sangue (Xue), determinando la comparsa di dolori profondi, fissi e persistenti.

A differenza delle classiche sindromi Bi, causate dall’invasione di Vento, Freddo e Umidità, nella fibromialgia “pura” il fattore scatenante è prevalentemente interno, di natura emotiva e costituzionale.

Per questo motivo il trattamento non può limitarsi all’utilizzo di erbe ad azione antireumatica, ma deve agire soprattutto sulla mobilizzazione del Qi e del Sangue, sul riequilibrio emotivo e sul recupero della funzione energetica degli organi coinvolti.


Primo caso clinico: quando il dolore nasce da un lutto

La prima paziente, nata nel 1976, (visita nel Novembre 2025)sviluppa una sindrome dolorosa muscolo-articolare diffusa alcuni anni dopo un grave lutto.

Nel tempo il quadro clinico peggiora progressivamente, soprattutto in concomitanza con ulteriori stress emotivi e periodi di intenso affaticamento. I dolori migliorano col movimento e col caldo locale. Le viene fatta diagnosi di oligoartrite sieronegativa – fibromialgia.

Polso fine xi e teso “a corda”

Lingua pallida, bordi e punta violacei, improntata Patina bianca diffusa

I dolori hanno queste caratteristiche:

  • sono percepiti in profondità come fissi e trafittivi
  • sono scarsamente influenzati dalle perturbazioni climatiche
  • peggioramento durante gli stress e con i dispiaceri;

Altri sintomi associati sono

  • oppressione respiratoria con dolore sternale trafittivo “a lama”
  • Dilatazione addominale post-prandiale, feci molli, debolezza muscolare
  • Depressione, specie mattutina, ansia con rimuginio
  • Senso di testa vuota, capogiri, unghie e capelli fragili, emeralopia,
  • xeroftalmia, estremità fredde, sonno leggero con risvegli
  • Mestrui scarsi, ma regolari, dolorosi in passato

L’analisi energetica evidenzia una stasi di Qi del Fegato-Pericardio evoluta successivamente in stasi di Sangue, associata a un deficit di Qi della Milza e, in una fase più avanzata, a un deficit di Sangue del Fegato.

Spiegazione della patogenesi

Un grave dispiacere ha causato una stasi di qi di LR: oppressione respiratoria, depressione prevalentemente mattutina, polso “a corda”. Ulteriori stress hanno aggravato la condizione, complicatasi in stasi di xue che, manifestandosi nei tessuti articolare e muscolare, espansioni dell’organo fegato, determina una sindrome denominata “fibromialgia”, caratterizzata, in questo caso, da dolori trafittivi. Tuttavia, è presente una parziale componente ostruttiva dal momento che la sintomatologia dolorosa è solo limitatamente legata alle perturbazioni climatiche ma è prevalentemente dipendente da fattori psichici.

Il quadro clinico si complica con la comparsa di precordialgie trafittive, che, insieme alle estremità fredde, fa pensare ad un coinvolgimento del pericardio, strettamente unito al fegato nel sistema jue yin. Il colore violaceo, non solo dei bordi linguali, ma anche alla punta, confermerebbe questa ipotesi. Successivamente si manifesta un deficit di qi di SP, non solo per l’azione inibitrice del fegato, ma anche per gli affaticamenti (dilatazione addominale postprandiale, feci molli, debolezza muscolare) e subentra una depressione da shen ostruito (rimuginio). La carenza di energia nutritiva causa un deficit di xue di LR: testa “vuota”, capogiri, turbe visive, unghie e capelli fragili, polso fine e lingua pallida. Le turbe del sonno e l’ansia sono in relazione ad uno shen vagante non più ancorato al sangue in deficit.

Il trattamento è stato quindi orientato verso tre obiettivi fondamentali:

  • mobilizzare Qi e Sangue di LR-PC e disostruire i muscoli e le articolazioni;
  • nutrire Qi e Sangue di Milza e Fegato;
  • disostruire lo Shen, alleviando la componente emotiva.

Prescrizione empirica

ji xue teng caulis Spatholobi   20%

he huan pi cortex Albiziae  20%

wu jia sheng radix Eleutherococci   20%

yuan zhi radix Polygalae  15%

chuan xiong radix Ligustici  15%

xiang fu rhizoma Cyperi  10%  300 g di E.S.  5 g x 2


Perché non bastano i rimedi antireumatici

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati nella relazione riguarda la scelta della terapia.

Nella fibromialgia di origine emozionale il problema principale non è un’ostruzione provocata da fattori climatici esterni, bensì una stasi interna di Qi e Sangue. Per questo motivo il trattamento non deve impiegare solo rimedi antireumatici ad azione disostruttiva sui canali. Sono invece prevalentemente utili i farmaci che muovono il sangue e disostruiscono lo shen.

Ji xue teng – caulis Spatholobi tonifica il sangue e lo muove con azione dirompente in tutte le articolazioni, specie in quelle del basso (lombalgie, gonalgie), e nelle estremità. È perciò particolarmente indicato in questa circostanza. He huan pi – cortex Albiziae muove il sangue di fegato e cuore con intensa azione psichica, disostruendo sia lo shen sia il tessuto muscolo-articolare. Wu jia sheng – radix Eleutherococci tonifica il qi di milza-cuore e di rene con azione antidepressiva, specie se associato al rimedio seguente. Muove il sangue e disostruisce i canali essendo una variante di wu jia pi – cortex Acanthopanacis.

Yuan zhi – radix Polygalae è utile per combattere la depressione da shen ostruito con rimuginio. Inoltre è un farmaco recentemente indicato per trattare le precordialgie. Chuan xiong – radix Ligustici muove il sangue nel pericardio e in zona cervicale. Con yuan zhi forma una combinazione efficace per eliminare la precordialgia trafittiva. Xiang fu – rhizoma Cyperi muove il qi di fegato e disostruisce lo shen in sinergia con he huan pi. È utile anche per eliminare la dilatazione addominale.

Questa impostazione differenzia nettamente la farmacologia cinese dall’approccio esclusivamente sintomatico.


Secondo caso clinico: stress lavorativo e dolore cronico

Il secondo caso riguarda un uomo nato nel 1957, allevatore, (visita 26-01-026) sottoposto fin dai 22 anni a importanti stress fisici e psicologici sul lavoro.

Da oltre 10 anni soffre di

  • dolori muscolari diffusi;
  • grave astenia al minimo sforzo;

Diagnosi: Polimialgia. E’ stato effettuato un trattamento cortisonico prolungato senza esito.

Polso profondo chen e teso xian

Lingua opaca, pallida, porpora e fessurata al terzo anteriore. Patina bianca spessa in radice.

I dolori sono:

  • fissi, profondi e crampiformi;
  • Indipendenti dalle perturbazioni climatiche.

Altri sintomi associati sono

  • incapacità di mantenere le braccia sollevate;
  • difficoltà nella deambulazione;
  • lombalgia fin da ragazzo, cisititi;
  • tensione emotiva;
  • oppressione respiratoria;
  • feci molli;
  • unghie fragili, capogiri.

L’analisi energetica mette in evidenza una fibromialgia sostenuta da:

  • stasi di Qi e Sangue del Fegato;
  • deficit di Qi e Sangue di Milza e Fegato;
  • deficit di jing di Rene.

Patogenesi:

Un lavoro da allevatore di bestiame, iniziato a 22 anni, è stato contraddistinto da stress psichici e affaticamenti persistenti che hanno indotto, rispettivamente, una sindrome da stasi di qi-xue LR (oppressione respiratoria, polso a corda, lingua porpora) e un quadro clinico da deficit di qi-xue di SP-LR (feci molli, debolezza muscolare, unghie fragili, capogiri, crampi muscolari). Nel tempo la stasi di sangue ha investito la muscolatura e sono comparsi i dolori muscolari generalizzati, profondi e fissi, mentre l’astenia muscolare è divenuta particolarmente grave: il paziente non è in grado di tenere le braccia sollevate e la deambulazione è difficile. Questa condizione è stata facilitata da un vuoto di yuan qi; il paziente soffre di lombalgie fin da ragazzo. Peggiorando con gli stress e gli affaticamenti, indipendentemente dalle variazioni climatiche, si tratta di un quadro clinico di fibromialgia. Infatti, il trattamento cortisonico, abitualmente efficace nella polimialgia, non è stato efficace.

Il trattamento fitoterapico è stato quindi orientato verso

  1. movimento del qi e del Sangue e disostruire i muscoli;
  2. tonificare KI e qi-xue di SPLR.

Prescrizione empirica

ji xue teng caulis Spatholobi   20%

he huan pi cortex Albiziae  20%

wu jia pi cortex Acanthopanacis  20%

niu xiradix Achyranthis  20%

jiang huangrhizoma Curcumae longae  20% 

300 g di E.S.  5 g x 2

huang qiradix Astragali      2 g al mattino

Analisi della prescrizione

I primi due rimedi sono stati esaminati nel caso precedente; occorre sottolineare l’efficacia di ji xue teng – caulis Spatholobi in caso di deambulazione difficile. Wu jia pi – cortex Acanthopanacis sostituisce wu jia sheng – radix Eleutherococci perché tonifica l’asse rene-fegato rinforzando le ossa e le articolazioni. Associato al precedente e insieme a niu xi – radix Achyranthis, è efficace nel trattamento della lombalgia e dei problemi deambulatori. Inoltre ha un’azione diuretica, utile nell’evitare la stagnazione indotta dall’impiego dei tonici.

Niu xi – radix Achyranthis, muovendo il sangue verso il basso, disostruisce la regione lombare e gli arti inferiori oltre a tonificare l’asse rene-fegato. Jiang huang – rhizoma Curcumae longae, analogamente a chuan xiong – radix Ligustici, muove il sangue in sede cervicale, ma anche nelle articolazioni scapolo-omerali. Vista la difficoltà del paziente a sollevare le braccia, è stato impiegato in dosi elevate. Huang qi tonifica il qi di milza, specie per quanto riguarda l’astenia muscolare.


Un approccio integrato e personalizzato

I due casi clinici mostrano come pazienti accomunati dalla stessa diagnosi occidentale possano presentare quadri energetici differenti.

In Medicina Tradizionale Cinese non esiste una terapia valida per tutti: la prescrizione nasce sempre dall’analisi della persona, della sua storia clinica, degli eventi emotivi, della costituzione e dei segni energetici osservati durante la visita.

Questo approccio consente di costruire trattamenti altamente personalizzati, nei quali la farmacologia cinese può integrarsi efficacemente con l’agopuntura e con le altre metodiche della Medicina Tradizionale Cinese.


Conclusioni

La fibromialgia rappresenta una patologia complessa che richiede una visione terapeutica ampia e multidimensionale.

La farmacologia cinese offre strumenti preziosi per intervenire non solo sul dolore, ma anche sulle cause energetiche che ne sostengono la comparsa e il mantenimento. La mobilizzazione del Qi e del Sangue, il sostegno della Milza e del Fegato e il riequilibrio dello Shen costituiscono i pilastri di un trattamento che mira a migliorare la qualità di vita del paziente nel suo insieme.

L’esperienza clinica presentata dimostra come una corretta diagnosi energetica permetta di costruire strategie terapeutiche personalizzate, confermando ancora una volta il valore della Medicina Tradizionale Cinese nell’affrontare patologie croniche complesse come la fibromialgia.

Nell’anno di Formazione Continua che proponiamo ogni anno, si affrontano spesso tematiche per approfondire e migliorare le competenze di fitoterapia cinese.

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